Nell’ambito della mostra DARIO FO a MILANO lazzi sberleffi dipinti
DARIO FO RACCONTA LA SATIRA
con SALVATORE SETTIS
Lunedì 21 maggio 2012 ore 18.30
Palazzo Reale, Sala delle Otto Colonne
Ingresso libero (fino ad esaurimento posti)
Lunedì 21 maggio 2012 ore 18.30
Dario Fo incontra Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, dal 1985 Professore ordinario di Storia dell’arte e dell’archeologia classica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa di cui, per undici anni, è stato anche Direttore. Polemiche le sue dimissioni da Presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici in seguito all’impossibilità dialettica con l’allora Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi sull’arte e la conservazione dei monumenti. Insieme daranno vita ad un dialogo sulla pittura, a partire dalle tecniche impiegate fino allo studio del tempo in cui hanno operato i Grandi Maestri del Rinascimento come Leonardo, Giorgione, Mantegna, Correggio e Michelangelo.
Dario Fo ha inaugurato da quasi due mesi a Palazzo Reale la mostra Lazzi Sberleffi Dipinti, nella quale sono esposte oltre 400 opere dagli anni giovanili dell’Accademia di Brera fino alle imponenti tele di satira realizzate appositamente per la mostra. Nel percorso si incontrano pitture e ricostruzioni di opere d’arte che si rivolgono in particolare alla situazione politica ed economica del Quattro e del Cinquecento in Italia. Nel dialogo sarà quasi d’obbligo mettere in evidenza le analogie spesso paradossali della situazione antica con quella a dir poco grottesca che oggi stiamo vivendo.
Il ciclo DARIO FO RACCONTA LA SATIRA - si chiude con il dibattito con Stefano Benni il prossimo 28 maggio nello stesso luogo.
I partecipanti all’incontro avranno diritto all’ingresso ridotto alla mostra a € 7,5 anzichè € 9
Dario Fo incontra Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, dal 1985 Professore ordinario di Storia dell’arte e dell’archeologia classica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa di cui, per undici anni, è stato anche Direttore. Polemiche le sue dimissioni da Presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici in seguito all’impossibilità dialettica con l’allora Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi sull’arte e la conservazione dei monumenti. Insieme daranno vita ad un dialogo sulla pittura, a partire dalle tecniche impiegate fino allo studio del tempo in cui hanno operato i Grandi Maestri del Rinascimento come Leonardo, Giorgione, Mantegna, Correggio e Michelangelo.
Dario Fo ha inaugurato da quasi due mesi a Palazzo Reale la mostra Lazzi Sberleffi Dipinti, nella quale sono esposte oltre 400 opere dagli anni giovanili dell'Accademia di Brera fino alle imponenti tele di satira realizzate appositamente per la mostra. Nel percorso si incontrano pitture e ricostruzioni di opere d’arte che si rivolgono in particolare alla situazione politica ed economica del Quattro e del Cinquecento in Italia. Nel dialogo sarà quasi d’obbligo mettere in evidenza le analogie spesso paradossali della situazione antica con quella a dir poco grottesca che oggi stiamo vivendo.
Il ciclo DARIO FO RACCONTA LA SATIRA - si chiude con il dibattito con Stefano Benni il prossimo 28 maggio nello stesso luogo.
I partecipanti all’incontro avranno diritto all’ingresso ridotto alla mostra a € 7,5 anzichè € 9
L'epopea di Ottavio e Rosita Missoni raccontata da Damato con le musiche di Renzo Arbore e la partecipazione amichevole di Dario Fo che recita un testo di Enzo Biagi.
MISSONI SWING - Il nuovo film di Cosimo Damiano Damato
Concluse le riprese del docu-film "Missoni Swing" diretto dal regista pugliese Cosimo Damiano Damato. Il film è stato girato fra Sumirago e Milano ed è prodotto dalla bolognese Promo Music di Marcello Corvino. Protagonisti sono Ottavio e Rosita Missoni, con uno straordinario cameo di Dario Fo. Le musiche sono firmate da Renzo Arbore nelle vesti di un insuperabile crooner (fra le canzoni "My Clarinetto", versione americana della celebre canzone dello showman foggiano) .
Questo film, nato da una idea dell’artista Giuliano Grittini (con il quale Damato aveva già realizzato "Una donna sul Palcoscenico" con Alda Merini e Mariangela Melato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2009) è un viaggio nella memoria e nel vissuto umano ed artistico del Maestro della moda Italiana Ottavio Missoni. Tai (come lo chiamano gli amici) si racconta attraverso una lunga intervista, intima e minimale, in cui si annidano ricordi e fili di lana, un grande affresco che racconta anche il Novecento. Un grande racconto di vita di un uomo che ha saputo fare della moda una vera arte. Missoni non è solo un grande stilista ma è stato anche un grande atleta: il racconto di Ottavio parte proprio da 1935 anno in cui vestì la maglia azzurra, nella specialità dei 400 metri piani e nei 400 hs. A soli 16 anni nel 1937 all’Arena di Milano ebbe la meglio sugli americani in un epico quattrocento piani, con il tempo di 48,8’’. Poi la guerra sul fronte di El Alamein e l’incontro con Rosita e la creazione dei suoi colori. Il suo capostipite fu il pirata Misson, citato nel film "Cantando dietro i Paraventi" di Olmi, e come il pirata Missoni ha avuto uno spirito avventuroso e ribelle.
"Se Dio avesse una maglia" - recita Damato - "vestirebbe Missoni": inizia così il dialogo fra il grande creativo ed il regista, Missoni racconta dell’amore con Rosita, conosciuta sotto la statua di Cupido durante le Olimpiadi a Londra e da allora hanno condiviso una straordinaria storia fatta di creatività e complicità. A scandire il ritmo del racconto alcune immagini della lavorazione dei telai, una vera danza di colori e magia. "I tessuti che crea Missoni possono stare benissimo in cornice" - diceva di lui Enzo Biagi - "“con l’intreccio delle maglie ha raccontato le inquietudini ed i sogni di questi tempi". Le parole di Biagi sono interpretate dal Premio Nobel Dario Fo che regala al documentario un momento di intensa poesia scenica con la sua sapiente arte affabulatoria.
Sono tantissimi gli intellettuali che frequentano la casa Missoni, un vero paradiso nei boschi di Varese che si affaccia sul Monte Rosa. Missoni ha vestito il mondo: da Bertolucci a Spielberg, da Tom Hanks a Lancaster e poi Riccardo Muti, Placido Domingo a Luciano De Crescenzo, Gigi Proietti, Enzo Biagi e Nino Manfredi. Nel documentario Missoni apre la valigia dei ricordi e rievoca la storica collezione del 67 a Palazzo Pitti di Firenze dove Rosita fece sfilare le modelle senza intimo, e poi il 69 con la conquista dell’America grazie a Diana Vreeland di Vougue. "Missoni ha elevato la maglieria a forma d’arte" scriveva il NewYork Times nel 79. Fra le curiosità Missoni racconta di quando disegnò e realizzò gli abiti per la Lucia di Lammermoor di Pizzi con la coppia Pavarotti e Serra ottenendo un grande successo alla Scala di Milano. "Un maestro del colore" lo definiva il grande pittore Balthus. Anche Tonino Guerra era affascinato dai colori di Missoni tanto da avergli dedicato dei versi ed un disegno.
"Missoni Swing" è ora in post-produzione ed uscirà il prossimo autunno.
"L'ex Ansaldo è una buona offerta"
Il premio Nobel: Galfa, da sconfitta si può trasformare in successo
Mentre in piazza Macao l’assemblea, rimandata alle 18, sta decidendo cosa fare della proposta dell’ex Ansaldo avanzata dal sindaco Pisapia ieri, oggi prendono posizione il premio Nobel Dario Fo, che è stato insieme agli artisti di macao dall’inizio, e l’attrice Lella costa, sostenitrice della prima ora del “vento arancione” che ha portato la giunta di centrosinistra a Palazzo Marino
UNA SCONFITTA PUO’ ESSERE L’INIZIO DI UN SUCCESSO di Dario Fo
Ho seguito fin dall’inizio da vicino l’occupazione della Torre Galfa. Tutto pareva andare per il meglio, i ragazzi e le ragazze che ne avevano preso possesso si comportavano in modo più che civile unito ad una grande carica di entusiasmo. Era evidente che volevano veramente trasformare quel grattacielo abbandonato da quindici anni in uno spazio dove produrre cultura e trarre idee che coinvolgessero altri giovani artisti producendo un‘occasione importante di creatività e coinvolgimento per la popolazione e la città di Milano.
All’alba di martedì 15 maggio è scattata l’operazione di sgombero da parte delle forze di polizia. Nessuno se l’aspettava così all’immediata. Erano rimasti tutti sorpresi, a cominciare dalla giunta comunale. Di lì a nemmeno un’ora dalla notizia tutto lo slargo davanti al grattacielo era stracolmo di persone che seguivano i movimenti degli uomini della polizia di fronte alla torre sgomberata.
A ‘sto punto cosa si poteva fare? I pessimisti commentavano: “Dove sta il comune?” Di lì a poco è arrivato sul posto Basilio Rizzo, Presidente del Consiglio Comunale. Dichiarava subito che quel gesto messo in atto dalle forze dell’ordine era insensato e fuori luogo. Che significato ha “liberare” una torre rimasta disabitata per tanti anni per poi imporre che rimanga vuota e inutilizzata come prima proprio in una città che ha un bisogno enorme di spazi dove fare cultura? Si susseguivano gli interventi dei partecipanti a quella strana assemblea. Qualcuno si dimostrava fin troppo eccitato e carico di indignazione, ma la maggior parte dei partecipanti al sit-in era calma; arrivò la notizia via radio che la giunta comunale si era riunita d’urgenza al completo per discutere sul da farsi. In quell’istante ricevevo una telefonata dell’Assessore per la Cultura Stefano Boeri, mi avvertiva che la riunione della giunta comunale procedeva in un clima concitato, “ma alla fine sono certo si troverà l’accordo e immediatamente con il Sindaco si arriverà da voi”.
Di lì a qualche ora giunge all’angolo tra via Fara e via Galvani Giuliano Pisapia in persona. Attende calmo che uno dei giovani termini il suo intervento quindi prende la parola ed esprime subito il proprio dissenso su quell’azione che ha costretto i ragazzi ad abbandonare la torre. Il Sindaco ha gestito l’incontro con molta calma, già al mattino aveva dichiarato di voler dare una risposta positiva nel rispetto delle regole, alla domanda dei ragazzi di spazi per la cultura, la creatività e l’aggregazione giovanile.
Qui ribadiva il suo deciso dissenso all’operazione di sgombero e quindi proponeva una soluzione a mio avviso molto positiva, cioè l’utilizzo dell’ex fabbrica Ansaldo di Via Tortona per trarne un grande spazio per realizzare quel programma che i lavoratori dell’arte avevano annunciato il giorno dell’ occupazione del grattacielo. Devo senz’altro applaudire l’intelligenza e la chiarezza con le quali il Sindaco e i suoi collaboratori hanno gestito tutta la situazione davvero difficile che i responsabili della giunta d’opposizione speravano si trasformasse in rissa con gran smacco del Sindaco. Alla fine prendendo tutti in contropiede Giuliano Pisapia ha ribaltato il clima teso in una situazione di calma e positività. Complimenti, è già un grande risultato. Ora bisognerà non perdere tempo e indire incontri costruttivi e determinanti. Dario Fo
LELLA COSTA
Ho seguito con attenzione, curiosità e rispetto l'esperienza di Macao: credo che Milano ne avesse bisogno, che sia stato un segnale forte,un richiamo a valori e progetti espressi dalla campagna elettorale di un anno fa, a quel vento che davvero ha cambiato la città e l'ha resa, finalmente,nostra. E penso che quello che il sindaco ha fatto- andarci, cercare soluzioni,parlare,"metterci la faccia"- sia stato straordinariamente importante e soprattutto coerente con quel vento e quella campagna elettorale. Gli sono molto grata: sapeste come è strano sentirsi rappresentati, a Milano. Lella Costa
Le forze dell'ordine questa mattina (15 maggio ndr)poco dopo le 7, hanno sgomberato la Torre Galfa, edificio di proprietà della famiglia Ligresti, in zona Garibaldi, a Milano.
La torre, in disuso da tempo, era stata occupata da giorni dal collettivo Macao. Lo sgombero è avvenuto senza incidenti. Il gruppo Ligresti avrebbe anche offerto un container per raccogliere i materiali degli occupanti, che nella torre avevano anche allestito atelier artistici, ma i giovani hanno rifiutato.
Una cinquantina di rappresentati delle forze dell'ordine, alcuni in tenuta antisommossa, si trovano ancora all'esterno dell'edificio per timore di proteste. Nel frattempo sono arrivati anche sostenitori e appartenenti ad altri centri sociali per sostenere il gruppo di giovani sgomberati. «Ho sempre pensato che alla domanda di innovazione, cultura e partecipazione si risponde con il dialogo e il confronto. Gli sgomberi non danno una soluzione ma pongono ulteriori problemi», ha commentato il sindaco di Milano Giuliano Pisapia a proposito dello sgombero. «Oggi ancora di più - ha aggiunto Pisapia - sento il dovere di dare una risposta positiva, nel rispetto delle regole, alla domanda che nasce dalla città di spazi per la cultura, la creatività e l'aggregazione giovanile».
DARIO FO, RIPRENDERE TORRE È GESTO IMBECILLE
Dario Fo ha criticato lo sgombero del collettivo Macao dalla Torre Galfa di Milano. «Riprendersi una torre per tenerle vuota come prima è un gesto imbecille, inutile», ha affermato il Premio Nobel, arrivato in via Galvani per manifestare solidarietà al collettivo sgomberato dall'edificio di 32 piani dei Ligresti.
«Il diritto c'è se si fa qualcosa per la comunità», ha osservato. «Qui abbiamo gente pronta ad agire per i diritti - ha aggiunto - loro (chi sgombera, ndr.) sono nell'inutilità dei gesti». «Non possiamo prescindere da ciò che accade oggi in Italia - ha poi continuato -, la classe politica dà i numeri, c'è il pericolo tsunami, che crolli tutto».
Esposte le nuove opere, che andranno ad aggiungersi alla mostra “LAZZI SBERLEFFI DIPINTI”, con i musicisti dell’orchestra giovanile Diego Valeri di Campolongo Maggiore in provincia di Venezia
Servizio con videointerviste di Silvia Muciaccia
(mi-lorenteggio.com) Milano, 13 maggio 2012 - Stamane ancora un’altra grande sorpresa dalla "Bottega d'artista" di Dario Fo; il “Work in progress” continua con tre grandi affreschi del maestro, in esposizione nella grande sala delle otto Colonne di Palazzo Reale, presentati con uno speciale ed appropriato commento musicale.
Le nuove opere, che andranno ad aggiungersi alla mostra “LAZZI SBERLEFFI DIPINTI”, esprimono una gioiosa fantasia colorata rappresentante giovani che suonano. I musicisti si sono materializzati in sala con la presenza dei componenti dell’orchestra giovanile Diego Valeri di Campolongo Maggiore in provincia di Venezia.
Un’orchestra stabile di circa 50 giovani musicisti; ragazze e ragazzi dai dodici ai diciannove anni, provenienti dal “Laboratorio Musicale” diretto dal maestro Giuseppe Laudani, docente di educazione musicale, coordinatore e responsabile presso l’Istituto Comprensivo Statale ”D. Valeri”, che ha avviato centinaia di giovani allo studio di uno strumento musicale, con il fine di crearne musicisti partecipi a grossi complessi. Un progetto splendido, nucleo territoriale di riferimento per la Regione Veneto per il Sistema delle Orchestre e Cori Infantili e Giovanili in Italia, ispirato al progetto venezuelano di Antonio Abreu, noto in tutto il mondo per avere raccolto centinaia di giovani musicisti dell’America Latina.
Due appuntamenti in collaborazione con SONG Onlus e con il sostegno di Fondazione Pasquinelli; il prossimo è per domenica 20 maggio alle ore 11.00 con il concerto del Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e infantili in Italia, Nucleo di Reggio Emilia.
Un’altra encomiabile iniziativa del Comune di Milano, presentata dall’Assessore alla Cultura Stefano Boeri.
Le opere deI Premio Nobel scelte per inaugurare la nuova sede della Gamud. «Un artista prestato al teatro», come il maestro dice di sé. Apertura il 16 giugno
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