Casca il mondo... o no?

Ci saranno due presentazioni:
a Torino - Fiera del Libro -
venerdì 9 maggio ore 18.00, presso la sala gialla con Mario Tozzi,
coordina Cesare Martinetti giornalista de La Stampa.

a Milano - Feltrinelli di Piazza Piemonte -
giovedì 22 maggio ore 18.00, Dario Fo dialoga con il giornalista de La Stampa e lo scrittore Carlo Grande.

Riposta di Dario Fo (su apocalisse rimandata)

Cari amici,
sono certo che le provocazioni e le informazioni date nel mio ultimo libro, non siano cadute nel vuoto! Ricevo infatti da voi differenti e importanti riflessioni ma anche segnalazioni di quanto il patrimonio naturale sia messo continuamente a rischio!

È notizia del 5 maggio, ad esempio, che un’altra discarica, abusiva è stata scoperta. E sapete dove?
Non in Africa o in Corsica, ma a due passi dalla città che ospiterà l’Expo 2015. Milano! Sì, proprio Milano, ad Assago, per la precisione.

30.000 metri di discarica abusiva con tanto di amianto ed eternit. Mica pizza e fichi! Roba fatta bene, coi fiocchi! E nel sottosuolo ancora non si è scoperto cosa ci sia, ma troveremo anche noi i nostri bei camion, proprio come a Napoli!

Che la notizia sia emersa per poter avere anche noi un commissario straordinario per l’emergenza rifiuti? Magari nomineranno Ferrante, il concorrente battuto da Letizia Moratti, che in questi ultimi tempi pare si trovasse a dirigere nientemeno che la Impregilo, un’organizzazione incriminata dalla procura di Napoli in merito all’inchiesta sulle ecoballe.
Poi, come se non bastasse, l’uragano in Birmania. Migliaia e migliaia di vittime.

È risaputo che di fronte a fenomeni atmosferici e naturali catastrofici, siamo attrezzati tanto quanto un uomo del Medioevo. Con una piccola differenza, però: noi possiamo prevedere con un “buon” anticipo il verificarsi di tempeste, compresi uragani, tsunami, ecc..

Ma, guarda caso, nessuno avverte e dà notizia.
È successo così in Thailandia, con lo tsunami del 26 dicembre 2004 che spostò l’isola di Sumatra di qualche metro, e pensare che gli unici che si sono salvati, sono stati gli accorti che hanno cercato protezione nella natura, nascondendosi sotto le mangrovie. E questo… a me, la dice lunga…!

Così è avvenuto anche a New Orleans: non penserete mica che gli interessi si fermino in Occidente? L’uragano è una fonte ineguagliabile di guadagno! Le assicurazioni pagano e risarciscono a occhi chiusi! Gli immobilieri hanno finalmente territori liberi!...

Attenti, questi uragani, è stato scoperto da ricercatori seri, nascono e si producono a causa del riscaldamento terraqueo e soprattutto per il particolare che i mari sono diventati immense discariche di materiali diversi e causano un riscaldamento delle acque davvero imprevisto e imprevedibile.

Naturalmente, di questo si evita di parlare nei servizi televisivi e giornalistici riguardanti queste calamità. La causa non viene mai analizzata e soprattutto si evita di riferirne il risultato.

Spulciando nel sito ecoblog

Spulciando nel sito ecoblog a proposito del libro la catastrofe rimandata si parla di un test di fusione fredda di un certo arakawa. Non ne ho sentito mai parlare forse cisi è confusi con Arata? Vorrei maggiori informazioni al riguardo grazie

Benarrivato al "Catastrofico" Dario...

Carissimo Dario,
Correrò al più presto in libreria perchè, al di là della bella presentazione del libro sul blog, il titolo rappresenta al meglio la "condizione" di stolta attesa che viviamo nella nostra comunità.
Il 3 luglio 2006 una disastrosa alluvione colpì quel fazzoletto di terra - alluvionale per l'appunto - sul quale sorge il nostro paese, Vibo Marina (VV - Calabria -Italia - Europa), poi si scoprì che il danno maggiore lo avevamo causato proprio noi, cementificando gli argini dei torrenti, realizzando sovrapassi stradali con poca "luce", costruendo a pochi centimetri dai torrenti etc.
Da allora, mentre la politica è tutta impegnata in consulenze, nomine di enti attuatori x gestire l'emergenza, la comunità ha avviato una riflessione su se stessa, sulla sua storia ed il suo futuro e si è mobilitata su una proposta tesa a modificare l'attuale assetto amministrativo (in pratica avanzando la proposta di istituire un nuovo comune).
Lo so... ti chiederai, che c'azzecca!
Beh! Non lo so. Sta di fatto che in molti ci sentiamo davvero come quell'uomo primitivo ed attendiamo con rassegnazione di dare il benvenuto ad una nuova catastrofe! Sarà solo perchè grazie a quel sottotitolo, ho dato un nome al mio stato d'animo, ma mi premeva comunicartelo.
Se vuoi tenere sott'occhio il nostro percorso d'ipovedenti, vieni a trovarci http://www.comuneportosantavenere.org .
Mi riservo però di riscriverti non appena terminata la lettura del libro.
A. Montesanti
Comitato "Verso l'autonomia di Porto S.Venere"

TV indipendente e popolare

Domenico Laruccia: Domenico Laruccia: salve Dario, pur apprezzando il suo impegno vedo che spesso lo focalizza su argomenti nei quali non ha vera e professionale competenza, e faccio riferimento al suo impegno in politica e al suo appoggio ai biocarburanti. Mi occupo di materie prime (e mercati finanziari) da 15anni e il suo punto di vista (e di suo figlio di cui ho letto "olio di colza" e che ritengo, e non solo io, libro illeggibile, fiacco, sgrammaticato e assai vago, oltre che raccolta di punti esclamativi) mi era parso da subito inprobabile e superficiale: i nodi sono oggi venuti al pettine (su saperinvestire.it, rubrica " a microfoni aperti" trova alcuni miei commenti/articoli in materia di mercati finanziari e materie prime e società civile). Con questo non denigro la sua buona volontà e sensibilità nonchè altruismo, ma credo che ognuno debba cercare di esser utile sfruttando il proprio paniere di esperienze e in particolare pescando lì dove si accumulano le proprie migliori e più acute capacità ed esperienze , appunto. Quindi piuttosto che occuparsi di campi, settori e argomenti "non suoi", perchè non attivarsi per riformare il settore dell'informazione e cultura? perchè non sfruttare le sua conoscenze tecniche e relazioni professionali e umane per costruire un network o emittente TV privata indipendente e che sia funzionale a una normalizzazione della programmazione TV oggi in mano entità che la usano e trasmettono a programmi volutamente stuipidi e vacui e tendenti a indirizzare le masse verso una decelebralizzazione e un ammuffimento della capacità analitica e di osservazione della realtà , del quotidiano, dei personaggi ed eventi che la caratterizzano, un istupidimento guidato, manovrato, funzionale a gente come Berlsuconi, D'Alema, Casini, e con la funzione anche di cenere atta a coprire un eventuale risveglio popolare e delle menti attive e acute.
Io auspico che Dario legga questo post, che si impegni con altre personalità positive e più o meno impegnate (e faccio qualche nome che sicuramente sarebbe interessata a partecipare, insieme a centomila e più persone che investirebbero volentieri mille o più euro per assicurarsi una nicchia di Tv guardabile e un rifugio per il proprio cervello e intelligenza sotto l'assedio Fininvest e dei partiti e poteri forti):
Adriano Celentano, Beppe Grillo, Serena Dandini, Corrado Guzzanti, sabina Guzzanti, Alessandro Bergonzoni, Andrea Occhipinti, Marco Travaglio, Michele Santoro, Piero Angela, Michele Placido, Kim Rossi Stuart, e tantissimi altri sempre attenti a non sprofondare nel banale e mantenere una certa dignità nel proprio lavoro, e credo anche gente dall'attitudine più commerciale come Fiorello o Pippo Baudo e, ribadisco, tantissimi altri potenzialmente utili alla causa (sia economicamente, che per conoscenza del settore media e comunicazione nel senso più ampio, ovvero tecnico, relazioni, popolarità), ritengo possano essere felici di attivarsi in una avventura italiana televisiva nuova.
Sono certo che centinaia di migliaia di persone investirebbero volentieri mille o più euro in un'emittente televisiva a basso contenuto pubblicitario dove in prima serata sia possibile vedere un film di Wim Wenders piuttosto che uno spettacolo satirico di buon livello, o uno spettacolo teatrale o culturale ben fatto, assicurandosi un rifugio economico e culturale e assicurandolo ai propri figli.
Una forma cooperativa o di azionariato diffuso, con un codice etico preciso che assicuri una corretta gestione e inmanovrabilità dell'emittente creata, da parte dei soliti noti, e un risorgimento dei media italiani, oggi penosi, pericolosi, colpevoli di essere un'arma in mano a pochi noti delinquenti assetati di potere e ricchezza e privi di ogni inibizione e limite.
Sono certo che come me, centinaia di migliaia di persone si lancerebbero e particerebbero come possono al successoe diffusione di una emittente che aiuti l'inversione di una tendenza pericolosissima e suicida in atto in Italia e ovunque nei paesi progrediti e atta alla schiavizzazione mentale delle masse.
Impegnatevi quindi in ciò che conoscete e sapete ben fare, frutto di una vita di applicazione e orgoglio nazionale (uno sketch dei Guzzanti, per esempio, è quanto più mi è mancato neli periodi vita passati in Spagna o in Irlanda o altrovve, in vita mia!), soprattutto di quella porzione di menti italiane sempre più messe nell'angolo da una mentalità generale corrotta, ignorante e sutpida, anche per mezzo delle Tv di stato e Fininvest e non solo.
Il Vs. aiuto imploro, sicuro che il successo sarebbe con Voi, e certo che le soddisfazioni sarebbero tanti, quella di aver utilizzato il Vs. talento, conoscenze ed esperienze per aiutare il Vs. paese e quella parte di esso ancora vivo e non caduto nel coma indotto dal cancro del moderno e ddei suoi loschi figuri.
Spero in un Vs. riscontro.
saluti.
Domenico Laruccia

Dario e il suo impegno

Domenico Laruccia: salve Dario, pur apprezzando il suo impegno vedo che spesso lo focalizza su argomenti nei quali non ha vera e professionale competenza, e faccio riferimento al suo impegno in politica e al suo appoggio ai biocarburanti. Mi occupo di materie prime (e mercati finanziari) da 15anni e il suo punto di vista (e di suo figlio di cui ho letto "olio di colza" e che ritengo, e non solo io, libro illeggibile, fiacco, sgrammaticato e assai vago, oltre che raccolta di punti esclamativi) mi era parso da subito inprobabile e superficiale: i nodi sono oggi venuti al pettine (su saperinvestire.it, rubrica " a microfoni aperti" trova alcuni miei commenti/articoli in materia di mercati finanziari e materie prime e società civile). Con questo non denigro la sua buona volontà e sensibilità nonchè altruismo, ma credo che ognuno debba cercare di esser utile sfruttando il proprio paniere di esperienze e in particolare pescando lì dove si accumulano le proprie migliori e più acute capacità ed esperienze , appunto. Quindi piuttosto che occuparsi di campi, settori e argomenti "non suoi", perchè non attivarsi per riformare il settore dell'informazione e cultura? perchè non sfruttare le sua conoscenze tecniche e relazioni professionali e umane per costruire un network o emittente TV privata indipendente e che sia funzionale a una normalizzazione della programmazione TV oggi in mano entità che la usano e trasmettono a programmi volutamente stuipidi e vacui e tendenti a indirizzare le masse verso una decelebralizzazione e un ammuffimento della capacità analitica e di osservazione della realtà , del quotidiano, dei personaggi ed eventi che la caratterizzano, un istupidimento guidato, manovrato, funzionale a gente come Berlsuconi, D'Alema, Casini, e con la funzione anche di cenere atta a coprire un eventuale risveglio popolare e delle menti attive e acute.
Io auspico che Dario legga questo post, che si impegni con altre personalità positive e più o meno impegnate (e faccio qualche nome che sicuramente sarebbe interessata a partecipare, insieme a centomila e più persone che investirebbero volentieri mille o più euro per assicurarsi una nicchia di Tv guardabile e un rifugio per il proprio cervello e intelligenza sotto l'assedio Fininvest e dei partiti e poteri forti):
Adriano Celentano, Beppe Grillo, Serena Dandini, Corrado Guzzanti, sabina Guzzanti, Alessandro Bergonzoni, Andrea Occhipinti, Marco Travaglio, Michele Santoro, Piero Angela, Michele Placido, Kim Rossi Stuart, e tantissimi altri sempre attenti a non sprofondare nel banale e mantenere una certa dignità nel proprio lavoro, e credo anche gente dall'attitudine più commerciale come Fiorello o Pippo Baudo e, ribadisco, tantissimi altri potenzialmente utili alla causa (sia economicamente, che per conoscenza del settore media e comunicazione nel senso più ampio, ovvero tecnico, relazioni, popolarità), ritengo possano essere felici di attivarsi in una avventura italiana televisiva nuova.
Sono certo che centinaia di migliaia di persone investirebbero volentieri mille o più euro in un'emittente televisiva a basso contenuto pubblicitario dove in prima serata sia possibile vedere un film di Wim Wenders piuttosto che uno spettacolo satirico di buon livello, o uno spettacolo teatrale o culturale ben fatto, assicurandosi un rifugio economico e culturale e assicurandolo ai propri figli.
Una forma cooperativa o di azionariato diffuso, con un codice etico preciso che assicuri una corretta gestione e inmanovrabilità dell'emittente creata, da parte dei soliti noti, e un risorgimento dei media italiani, oggi penosi, pericolosi, colpevoli di essere un'arma in mano a pochi noti delinquenti assetati di potere e ricchezza e privi di ogni inibizione e limite.
Sono certo che come me, centinaia di migliaia di persone si lancerebbero e particerebbero come possono al successoe diffusione di una emittente che aiuti l'inversione di una tendenza pericolosissima e suicida in atto in Italia e ovunque nei paesi progrediti e atta alla schiavizzazione mentale delle masse.
Impegnatevi quindi in ciò che conoscete e sapete ben fare, frutto di una vita di applicazione e orgoglio nazionale (uno sketch dei Guzzanti, per esempio, è quanto più mi è mancato neli periodi vita passati in Spagna o in Irlanda o altrovve, in vita mia!), soprattutto di quella porzione di menti italiane sempre più messe nell'angolo da una mentalità generale corrotta, ignorante e sutpida, anche per mezzo delle Tv di stato e Fininvest e non solo.
Il Vs. aiuto imploro, sicuro che il successo sarebbe con Voi, e certo che le soddisfazioni sarebbero tanti, quella di aver utilizzato il Vs. talento, conoscenze ed esperienze per aiutare il Vs. paese e quella parte di esso ancora vivo e non caduto nel coma indotto dal cancro del moderno e ddei suoi loschi figuri.
Spero in un Vs. riscontro.
saluti.
Domenico Laruccia

Teatro comico-apocalittico

Proprio questa sera sentendo conversare Dario Fo con Fabio Fazio, a proposito del libro "L'apocalisse rimandata" all'interno del programma "Che tempo che fa", e della incoscienza collettiva e dell'ostinato ottimismo di fronte alla possibilità sempre più concreta di un collasso globale, non ho potuto non pensare, anche se ogni paragone mi è sembrato azzardato, ad un monologo che ho scritto alcuni anni fa in dialetto romagnolo e che, tra l'altro, è anche risultato finalista al Premio Riccione per il Teatro nel 2005. Il testo si intitola "L'ultimo sarto" e mette in scena le ansie, le paure e le ultime residue speranze di un sarto che si accorge di essere rimasto ultimo superstite. Il genere mi piace definirlo comico-apocalittico. Imme diatamente mi è venuto il desiderio folle di farlo leggere a Dario Fo, nientemeno. Ma come fare? Qualcuno mi può aiutare?

Proteggere la bellezza.

Non so se avete mai letto le prime pagine del racconto di Dostoevskij. “ il sogno di un uomo ridicolo”. A volte mi sento proprio così, ridicola. Mi preoccupo per un sacco di cose, mentre la gente vive secondo la filosofia del “carpe diem”. Mi sento stupida nel preoccuparmi per il futuro. Dove abito esiste una zona archeologica che risale all’età del bronzo. Vi è l’acropoli, un villaggio formato da capanne ovali tutte vicine, un muro grande e una necropoli. Amo molto questa zona, e quando sono triste, arrabbiata con il presente, trovo rifugio nel passato, il tempo in cui l’uomo viveva in armonia con la natura. Nella zona stanno facendo dei lavori per permettere, a dir loro, l’agevole fruizione. Per quanto mi riguarda, sembra che stiano deturpando sia il paesaggio, che buona parte della necropoli, con stradine, cemento, appianamenti con ruspette. Ho scritto due lettere e le ho spedito a sindaco e soprintendenza; ho girato varie @mail, e mi sento ridicola. Con tutte le ingiustizie che ci sono nel mondo, io “mi pigghiu collera” per quattro pietre? Beh! Provate a toccare la pietra della Mecca! Non scrive forse la costituzione che c’è libertà di religione? Quella zona è il “mio” tempio alla Baudelaire, e pur sentendomi ridicola, non posso fare a meno di arrabbiarmi contro i profanatori. Nessun rispetto va al popolo dell’ossidiana? Non sono quattro pietre, ma sono pietre che testimoniano un volere lasciare un’eredità, una “corrispondenza di amorosi sensi”. Pensare che la gente ci farà il giro “commerciale” senza onorare la memoria, non mi va proprio giù.
Noi viviamo nel progresso, nelle comodità, nell’usa e getta, nelle serate passate davanti alla tv ad ammirare ballerine mezze nude, in mezzo a uomini dal doppio petto.
Mio figlio già si chiede quando dovrà smettere di andare a scuola; la nozionistica gli sta stretta. Vuole sapere quando sarà libero di andare a pescare. Sinceramente, se deciderà di essere pescatore-contadino non glielo impedirò. Sarà di certo più felice di chi corre per arrivare alla propria scrivania in orario.
Voilà una citazione del libro “I cento passi”: “Uno… potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell’uomo. Invece non è così…in fondo le cose, anche le peggiori, una volta fatte, poi trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere!... e dopo un po’ tutto fa parte del paesaggio, c’è esiste… nessuno si ricorda più com’era prima. Non ci vuole niente a distruggere la bellezza… E allora forse più che la politica, la lotta di classe, la coscienza e tutte ‘ste fesserie, bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza. Insegnargli a riconoscerla. A difenderla. Capisci?”

E per chiudere in bellezza un ammonimento degli indiani Cree: "Solo dopo che l'ultimo albero sarà stato abbattuto. Solo dopo che l'ultimo fiume sarà stato avvelenato. Solo dopo che l'ultimo pesce sarà stato catturato. Soltanto allora scoprirai che il denaro non si mangia." W la povera terra.

Proteggere la bellezza.

Penso che questi miei pensieri, possano stare bene qui, dove si parla del mondo che casca:
- Non so se avete mai letto le prime pagine del racconto di Dostoevskij. “ il sogno di un uomo ridicolo”. A volte mi sento proprio così, ridicola. Mi preoccupo per un sacco di cose, mentre la gente vive secondo la filosofia del “carpe diem”. Mi sento stupida nel preoccuparmi per il futuro. Dove abito esiste una zona archeologica che risale all’età del bronzo. Vi è l’acropoli, un villaggio formato da capanne ovali tutte vicine, un muro grande e una necropoli. Amo molto questa zona, e quando sono triste, arrabbiata con il presente, trovo rifugio nel passato, il tempo in cui l’uomo viveva in armonia con la natura. Nella zona stanno facendo dei lavori per permettere, a dir loro, l’agevole fruizione. Per quanto mi riguarda, sembra che stiano deturpando sia il paesaggio, che buona parte della necropoli, con stradine, cemento, appianamenti con ruspette. Ho scritto due lettere e le ho spedito a sindaco e soprintendenza; ho girato varie @mail, e mi sento ridicola. Con tutte le ingiustizie che ci sono nel mondo, io “mi pigghiu collera” per quattro pietre? Beh! Provate a toccare la pietra della Mecca! Non scrive forse la costituzione che c’è libertà di religione? Quella zona è il “mio” tempio alla Baudelaire, e pur sentendomi ridicola, non posso fare a meno di arrabbiarmi contro i profanatori. Nessun rispetto va al popolo dell’ossidiana? Non sono quattro pietre, ma sono pietre che testimoniano un volere lasciare un’eredità, una “corrispondenza di amorosi sensi”. Pensare che la gente ci farà il giro “commerciale” senza onorare la memoria, non mi va proprio giù.

Noi viviamo nel progresso, nelle comodità, nell’usa e getta, nelle serate passate davanti alla tv ad ammirare ballerine mezze nude, in mezzo a uomini dal doppio petto.

Mio figlio già si chiede quando dovrà smettere di andare a scuola; la nozionistica gli sta stretta. Vuole sapere quando sarà libero di andare a pescare. Sinceramente, se deciderà di essere pescatore-contadino non glielo impedirò. Sarà di certo più felice di chi corre per arrivare alla propria scrivania in orario.

Voilà una citazione del libro “I cento passi”: “Uno… potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell’uomo. Invece non è così…in fondo le cose, anche le peggiori, una volta fatte, poi trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere!... e dopo un po’ tutto fa parte del paesaggio, c’è esiste… nessuno si ricorda più com’era prima. Non ci vuole niente a distruggere la bellezza… E allora forse più che la politica, la lotta di classe, la coscienza e tutte ‘ste fesserie, bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza. Insegnargli a riconoscerla. A difenderla. Capisci?”

E per chiudere in bellezza un ammonimento degli indiani Cree: "Solo dopo che l'ultimo albero sarà stato abbattuto. Solo dopo che l'ultimo fiume sarà stato avvelenato. Solo dopo che l'ultimo pesce sarà stato catturato. Soltanto allora scoprirai che il denaro non si mangia."
W la povera terra.