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TeatroSTRALCIO DALLA BIOGRAFIA DI FRANCA RAME
Mario Pirovano recita Dario FoMario Pirovano recita: "Johan Padan a la Descoverta de le Americhe" di Dario Fo presso Rassegna Teatrale Umana Mente II° Edizione Ospedale Mauriziano Corso Turati (Torino) 22 novembre 2008 ore 21 Per informazioni tel. 348/3348233 Scarica la locandina della manifestazione
La Svezia dedica una serie di francobolli a Dario Fo
Oggi la Svezia ha emesso un francobollo recante sopra il viso di Dario. L'edizione è andata completamente esaurita in poche ore. Visto che in Italia non interessa a nessuno cercheremo di creare in Svezia un museo che raccolga scenografie, costumi, bozzetti, video, foto, regstrazioni, quadri e documenti raccolti da Franca in 50 anni. Per leggere tutto l'articolo clicca qui E a proposito di Italia, vi invito ad aderire alla campagna di Beppe Grillo in difesa della libertà di blog (!!!!)
Teatro da non perdere (Mario Pirovano)Il 21 di Settembre a Borgofranco di Ivrea, ore 17,00, Mario Pirovano recita Mistero Buffo di Dario Fo Il 3 ottobre spettacolo per le scuole "Lu Santo Jullare Françesco" ore 10,00 "Teatro Giletti" Trivero (Biella)
Mario Pirovano recita Lu Santo Jullare Françesco
1 Settembre 2008 5 Settembre 2008 “LU SANTO JULLARE FRANÇESCO” di Dario Fo Era lo stesso Francesco, tanto diverso in realtà dall’immagine agiografica che ci è stata per secoli trasmessa, a definirsi “jullare di Dio”. E questo proprio negli anni in cui l’imperatore Federico II promulgava un editto contro i “Jugulatores” considerandoli buffoni osceni! Della giullarata Francesco conosceva la tecnica, il mestiere e le regole assolute. Non teneva mai prediche secondo la convenzione ecclesiastica, anzi, rifiutava l’andamento del sermone. Sappiamo pure che cantava, recitava, si muoveva con tutto il corpo, braccia, gambe, piedi, suscitando divertimento ma anche commozione fra i presenti. E’ questo l’aspetto di Francesco che Fo ha ricostruito e ci restituisce sulla base di documenti e di testimonianze scritte. Particolarmente attuale, tra i vari episodi che compongono il testo, è “la concione di Bologna”. Il 15 agosto 1222 il Santo si trovava a Bologna, dove era stato invitato a tenere un’orazione sul tema che stava più a cuore in quel momento ai Bolognesi: la guerra, che di nuovo era esplosa contro gli Imolesi, con il suo seguito di crudeltà, stragi e distruzione. Francesco sceglie di rivolgersi ai presenti con una concione giullaresca, una predica basata sulla classica “provocazione a rovescio” dei giullari, con l’esaltazione della guerra e la condanna della pace. L’amore per la natura, il rifiuto della ricchezza, lo spirito di fratellanza tra gli uomini, l’umiltà di Francesco comunicata attraverso la gioia e l’ironia: a questo ci riporta con forza lo spettacolo di Fo.
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